Il Consolato Generale d’Italia a San Francisco ha visitato lo SLAC National Accelerator Laboratory presso la Stanford University, uno dei principali centri di ricerca al mondo nei campi della fisica delle particelle, della scienza dei fotoni, della ricerca sui materiali e delle tecnologie degli acceleratori, per approfondire le attività scientifiche d’avanguardia condotte presso il laboratorio e valorizzare il significativo contributo della comunità scientifica italiana.
Il Console Generale Massimo Carnelos, accompagnato dal Console Davide Corriero e dal Managing Director di INNOVIT Alberto Acito, è stato accolto dal Professor Alberto Salleo per una visita ai laboratori e alle infrastrutture di ricerca dello SLAC, dove scienziati e ricercatori provenienti da tutto il mondo collaborano allo sviluppo di alcune delle più avanzate attività di ricerca scientifica e tecnologica.
La visita ha inoltre offerto l’opportunità di incontrare il Professor Claudio Pellegrini, fisico di fama internazionale, riconosciuto per il suo contributo pionieristico allo sviluppo della tecnologia dei laser a elettroni liberi a raggi X (X-ray Free-Electron Laser) e per il ruolo determinante svolto nella realizzazione del Linac Coherent Light Source (LCLS), una delle più sofisticate infrastrutture scientifiche oggi esistenti.
Nel corso dell’incontro è stato posto particolare rilievo al contributo di altissimo livello offerto dai numerosi ricercatori, ingegneri e scienziati italiani che operano presso lo SLAC. Con il loro lavoro e le loro competenze, essi contribuiscono quotidianamente al progresso della ricerca scientifica nei settori più avanzati della fisica, delle scienze dei materiali e delle tecnologie di frontiera.
Il Consolato Generale desidera esprimere il proprio ringraziamento al Professor Alberto Salleo, al Professor Claudio Pellegrini, a Claudio Emma, Giulia Lanza, Benjamin Ripman, Riccardo Melchiorri e ai numerosi ricercatori italiani che hanno accolto la delegazione, condividendo la propria esperienza e illustrando le attività di ricerca in corso presso il laboratorio.
Visite come questa confermano il valore della diplomazia scientifica quale strumento per rafforzare la storica collaborazione tra Italia e Stati Uniti e promuovere nuove opportunità di cooperazione nei settori della ricerca, dell’innovazione, delle tecnologie avanzate e della formazione superiore.